• 21 Dicembre 2021
  • Eventi
  • by Emanuela Crosetti
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Il futuro rilancio del termalismo siciliano è stato il tema del tavolo di lavoro tenutosi a Palermo il 15 dicembre scorso

Il termalismo in Sicilia, parliamone e facciamo rete” è il titolo del tavolo di lavoro che ha avuto luogo lo scorso 15 dicembre nella suggestiva cornice di Palazzo Riso, a Palermo, nell’ambito del quale si è parlato dello stato di salute del termalismo siciliano e delle prospettive per un suo futuro rilancio. A organizzare l’incontro, la Regione Siciliana, in collaborazione con il Cefpas.

Presente all’evento tutto il segmento del termalismo privato nazionale, con Federterme, rappresentata dal direttore generale Aurelio Crudeli; Federalberghi Terme, rappresentato dalla vicepresidente Stefania Capaldo; e l’Università di Palermo, col professor Francesco Faraci, docente del dipartimento di Economia. All’evento, aperto e concluso dalle considerazioni del Presidente della Regione Siciliana Nello Musumeci, era ovviamente presente anche A.N.Co.T., rappresentata dalla vicepresidente Agata Di Blasi, a seguito di una improvvisa indisposizione occorsa alla presidente Franca Roso, trattenuta ad Acqui Terme per positività al Covid.

A ribadire la mission dell’incontro, lo stesso presidente Musumeci, il quale, facendo seguito proprio a un suggerimento ricevuto dalla stessa presidente Roso in un incontro svoltosi lo scorso maggio, ha voluto evidenziare come negli ultimi mesi la Regione Siciliana stia operando per mettere in rete le proprie città termali, affinché possano unire le loro forze e acquisire più peso nelle varie sedi istituzionali.

Idee, progetti e problemi da risolvere

Agata Di Blasi, nel suo intervento, ha invece toccato diversi punti centrali per il futuro del termalismo siciliano. E non solo. In primis, la questione degli stabilimenti termali, per i quali A.N.Co.T. ha ribadito l’importanza di arrivare al più presto a una riapertura complessiva. Per le città termali – particolarmente ricche di storia nonché prezioso patrimonio artistico-culturale italiano – l’acqua termale rappresenta un fattore davvero distintivo. Ed è quindi importante non solo che gli stabilimenti attualmente chiusi possano riaprire al più presto, ma che si proceda altresì a un ammodernamento delle strutture esistenti, al fine di offrire una gamma di servizi molto più diversificata di quella che si sta attualmente erogando.

Spesso gli stabilimenti termali risultano accessibili solo pochi mesi l’anno e quasi tutti dispongono unicamente di trattamenti sanitari, sfruttando la copertura offerta dal servizio sanitario. Questo però – secondo A.N.Co.T. – è un atteggiamento miope e sbagliato sul lungo periodo. Occorrerebbe, invece, ampliare l’offerta e aprire anche ai segmenti del wellness, puntando alla tutela del benessere psicofisico dell’utente. Il momento sarebbe favorevole visto che, tra gli effetti della pandemia, si è registrata anche una certa dose di stress da virus.

Durante l’incontro, è stato inoltre toccato il tema delle concessioni termali attive in un determinato perimetro. Una proposta in merito era giunta, tempo fa, proprio da A.N.Co.T., suggerimento recepito subito positivamente dalla stessa Regione Siciliana la quale starebbe già preparando un disegno di legge regionale ad hoc. L’idea è quella di subordinare le concessioni (che ad oggi sono esclusive) alla disponibilità di acqua presente in un determinato perimetro. Laddove vi sia una disponibilità di acqua termale elevata, è importante che non vi sia una sola concessione ma una pluralità, così da dar vita a una concorrenza, stimolo per fornire una più ampia gamma di servizi e attirare più clienti.

In ultimo, ma non per importanza, il problema delle strutture termali pubbliche. Un problema che, in Sicilia, va risolto. I casi di Acireale e Sciacca, dove le Terme a partecipazione pubblica, versano in stato di abbandono, devono trovare una soluzione. Perché non è esteticamente accettabile che stabilimenti di quel valore, ubicati all’interno di complessi di alto pregio storico, vengano lasciati al loro destino. Anche per questo, è fondamentale che i Comuni termali facciano sistema e possano parlare all’unisono.

A conclusione dell’intervento della vicepresidente Di Blasi non è mancato un accenno all’aspetto economico, con alcune considerazioni sull’indotto anche occupazionale legato alle Terme, volano per il miglioramento ad ampio spettro dell’economia delle città termali e delle zone circostanti – ovviamente legando a doppio filo l’ampliamento dell’offerta termale con l’ampliamento della ricettività turistica.

Ed è solo l’inizio

Nel ringraziare il presidente Musumeci e la sua giunta regionale per l’opera compiuta in Sicilia, la stessa Di Blasi ha dichiarato come questo incontro debba essere solo il primo di una lunga serie, con l’auspicio che tavoli di lavoro sul modello di quello siciliano possano essere presto convocati anche nelle altre regioni d’Italia.

Nel mese di gennaio, la Presidente Roso incontrerà personalmente il Presidente della Regione Siciliana Nello Musumeci per discutere insieme i prossimi passi da affrontare.

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