Il mito di Cinzio e Corinzia ancora aleggia sulle terme di Montevago, affascinando coloro che beneficiano di queste miracolose sorgenti

Il mito parla chiaro: i due pastori Cinzio e Corinzio risalirono il fiume Belice per cercarne l’origine, la Fonte Sacra. E si inerpicarono lungo i pendii cosparsi di ginestre, alberi di sommacco e cardi selvatici, guidati dal canto dell’acqua che scorre nascosta dalla vegetazione, invisibile agli occhi. E giunsero, con grande stupore, alla sorgente. La trovarono calda, accogliente e immersa in spire di vapore, tra gorghi e zampilli. Ma soprattutto con l’aria umida che rendeva i contorni di ogni cosa indistinti, quasi divini. I due ne furono rapiti. Il resto venne da sé.

La leggenda narra che, per molto tempo a venire, Cinzio e Corinzia celebrarono, presso questa fonte – e in segreto – i riti sacri alla dea Afrodite, per poi rientravano ogni sera nella grotta in cui dimoravano. Ma qualcosa stava cambiando in loro: erano diventati immortali. I loro corpi non invecchiavano, le loro vesti non si consumavano. In realtà, avevano semplicemente scoperto uno dei siti termali più noti della Sicilia. Forse non si diventa più immortali, ma sono trascorsi molti secoli e la calda sorgente zampilla ancora, donando salute e bellezza a tutti coloro che si immergono nelle sue acque. 

Grazie agli studi scientifici portati avanti su queste acque, si è scoperto però che un fondo di verità questa antica leggenda lo possiede. Perché è ormai comprovato che la fonte è foriera di importanti capacità terapeutiche ed estetiche: cura eczemi e acne, asme bronchiali e riniti allergiche, tanto per fare qualche esempio. Senza contare la sua posizione, al confine tra le province di Palermo, Agrigento e Trapani, incastonata in una natura incontaminata dove si ripetono gli stessi gesti da secoli e si condividono le medesime speranze, se non di guarigione, almeno di ritrovato relax.

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