
- News
-
by Emanuela Crosetti
Terme di Acqui Spa licenzia i suoi dipendenti e, per la città, è il momento più buio: ecco le dichiarazioni della Presidente A.N.Co.T. Franca Roso
Sono 7 i dipendenti a tempo indeterminato licenziati per cessazione dell’attività di Terme di Acqui Spa. Una perdita del lavoro che coinvolge, in realtà, anche una quindicina di dipendenti stagionali. Nella giornata di mercoledì 7 gennaio, la UilTucs, unitamente alla CGIL, ha chiesto ufficialmente la convocazione di un tavolo di concertazione al quale, insieme alle parti sociali, dovrebbero partecipare il sindaco Danilo Rapetti e i rappresentanti di Terme di Acqui Spa e Regione.
Le dichiarazioni della Presidente Franca Roso
“In qualità di Presidente A.N.Co.T., desidero innanzitutto esprimere piena e sincera solidarietà ai lavoratori coinvolti, a cominciare da tutti i dipendenti licenziati ma senza dimenticare quelli che, avendo un contratto stagionale, non verrano più reintegrati. A tutti loro, va il mio primo pensiero e l’auspicio che possano essere adeguatamente sostenuti e tutelati dalle istituzioni preposte. Parliamo di persone che, da anni, vivono in una condizione di precarietà e di incertezze continue, e che meritano tutela, rispetto e risposte concrete. Quando si colpisce il lavoro, non si colpiscono solo singoli individui, ma intere famiglie e un tessuto sociale già fragile.
Mi sento in dovere di chiarire, con trasparenza e correttezza, che A.N.Co.T. non è mai stata coinvolta direttamente in questa vicenda. Nel corso degli anni, infatti, il sindaco ha cercato aiuto in associazioni operanti nel settore termale privato, ma i risultati sono sempre stati nulli. Il dialogo con il soggetto proprietario è stato storicamente difficile.
Oggi, però, si è superato ogni limite accettabile. Non è più tollerabile che un’intera città venga tenuta in ostaggio e che le amministrazioni si trovino costantemente sotto pressione. Ma anche che i lavoratori vivano sul filo del rasoio e che il patrimonio termale e immobiliare resti in stato di abbandono, con effetti devastanti sull’economia locale.
Come Presidente dell’A.N.Co.T., ma anche come cittadina e amministratrice, sento il dovere di dire una cosa con chiarezza: basta illusioni. I cittadini meritano verità, non promesse che si ripetono da anni, senza mai trovare soluzione. Il comportamento di chi continua a ricattare indirettamente un territorio, bloccandone ogni prospettiva, ha contribuito in modo determinante a distruggere l’economia di un’intera città.
È vero: il settore termale vive un declino da tempo, ma oggi siamo arrivati a un punto che non può più essere accettato. In qualità di Presidente A.N.Co.T., ribadisco la mia vicinanza alle persone, ai lavoratori e alle comunità colpite. Riteniamo, però, che le istituzioni debbano finalmente assumere posizioni chiare e decisive.
Il tempo di cercare il dialogo con chi non ha mai mostrato di volere dialogare é finito. Talvolta, per poter ripartire, è necessario toccare il fondo, chiudere una fase che non ha più futuro e ricostruire su basi nuove, sane e trasparenti. Continuare a rimandare significa solo prolungare una sofferenza inutile”.


