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by Emanuela Crosetti
Confermate regole e tariffe per le cure termali convenzionate con il Servizio Sanitario Nazionale, grazie al nuovo accordo per il 2026
Le cure termali continuano a rappresentare una risorsa importante per migliaia di cittadini che ogni anno si affidano ai trattamenti convenzionati con il Servizio Sanitario Nazionale. Con il recente via libera della Conferenza Stato-Regioni al rinnovo dell’accordo nazionale per il periodo 2025-2028, sono state definite le regole economiche che disciplineranno il settore nei prossimi anni. L’intesa dovrà ora ricevere l’approvazione definitiva del Ministero della Salute e del Ministero dell’Economia e delle Finanze, ma il quadro delle misure previste è già chiaro.
Tariffe
Uno degli aspetti più rilevanti dell’accordo riguarda le tariffe riconosciute agli stabilimenti termali per le prestazioni erogate tramite il Servizio Sanitario Nazionale.
Per il biennio 2025-2026 non sono previsti aumenti: le remunerazioni resteranno infatti allineate ai valori attualmente in vigore. Una scelta che punta a garantire continuità nell’offerta dei servizi senza incidere sulla spesa pubblica nel breve periodo. A partire dal 2027, invece, è previsto un adeguamento progressivo delle tariffe con un incremento del 2% annuo, misura pensata per compensare l’aumento dei costi sostenuti dalle strutture e mantenere elevati gli standard qualitativi delle prestazioni.
I tetti di spesa regionali
L’accordo interviene anche sui limiti di spesa destinati alle cure termali convenzionate. Nel 2025 i tetti regionali resteranno invariati rispetto all’anno precedente. Dal 2026, invece, ogni Regione avrà la possibilità di aumentare le proprie risorse fino a un massimo del 5%. In pratica, una Regione che nel 2024 disponeva di un budget di 10 milioni di euro potrà mantenere la stessa cifra nel 2025 e decidere successivamente di portarla fino a 10,5 milioni nel 2026. I livelli raggiunti saranno poi confermati anche negli anni successivi. L’obiettivo è consentire una maggiore flessibilità nella programmazione sanitaria, tenendo conto delle diverse esigenze territoriali.
Le tariffe riconosciute dal SSN variano in base al tipo di trattamento effettuato.
Tra le prestazioni più richieste figurano:
- cure inalatorie: da 4,80 a 5,60 euro;
- fangoterapia con doccia di annettamento: 16,16 euro;
- fango con bagno terapeutico: 29,03 euro;
- bagni per patologie artroreumatiche: da 10,86 a 12,24 euro;
- bagni per malattie dermatologiche: da 10,86 a 12,24 euro;
- irrigazioni vaginali: 6,84 euro;
- cure idropiniche: 5,70 euro;
- trattamenti per i postumi delle flebopatie: da 21,55 a 25,16 euro.
Si tratta degli importi che vengono riconosciuti alle strutture convenzionate. Per il cittadino resta generalmente da pagare soltanto l’eventuale ticket previsto dalla propria Regione, salvo i casi di esenzione.
Come accedere alle cure termali convenzionate
Le cure termali utilizzano le proprietà terapeutiche delle acque minerali, dei fanghi e dei vapori naturali per il trattamento di diverse patologie. Per usufruire delle prestazioni a carico del Servizio Sanitario Nazionale è necessario ottenere una prescrizione dal medico di famiglia o da uno specialista convenzionato e rientrare nelle categorie di patologie previste dalla normativa vigente. Generalmente è possibile effettuare un ciclo di cure termali convenzionate all’anno.
Queste le principali prestazioni riconosciute dal sistema sanitario.
Cure inalatorie
Utilizzate soprattutto per patologie delle vie respiratorie, comprendono aerosol, nebulizzazioni e inalazioni con acqua termale.
Fangoterapia
Indicata per problemi articolari, reumatici e osteoarticolari, prevede l’applicazione di fanghi maturati nelle acque termali.
Balneoterapia
Consiste nell’immersione in acque termali ed è utilizzata per disturbi dell’apparato locomotore, della circolazione e della pelle.
Cure idropiniche
Basate sull’assunzione controllata di acqua termale, vengono impiegate per alcune problematiche digestive e metaboliche.
Trattamenti ginecologici
Comprendono irrigazioni e altre terapie specifiche per particolari disturbi dell’apparato genitale femminile.
Cure per la sordità rinogena
Sono rivolte a determinate problematiche dell’udito correlate alle patologie delle vie respiratorie superiori.
Nonostante l’approvazione della Conferenza Stato-Regioni, il nuovo accordo dovrà ancora ottenere il via libera finale del Ministero della Salute e del Ministero dell’Economia e delle Finanze. Il Ministero della Salute svolge una funzione di supervisione e coordinamento, verificando la conformità delle misure alle norme nazionali e monitorando l’organizzazione del sistema delle cure termali convenzionate.
Un settore che sostiene anche il turismo
Le terme rappresentano un importante motore economico per molte destinazioni italiane. Oltre al valore sanitario dei trattamenti, il comparto genera un significativo indotto turistico grazie ai visitatori che scelgono località termali per motivi di salute e benessere. Alberghi, ristoranti, attività commerciali e servizi locali beneficiano infatti della presenza di un flusso costante di utenti che raggiungono le principali destinazioni termali italiane per effettuare cure e percorsi terapeutici.
Con il nuovo accordo, il settore ottiene una prospettiva di stabilità fino al 2028, garantendo continuità sia ai cittadini che usufruiscono delle cure sia alle strutture che le erogano.
(Fonte: Qui Finanza)