Tra vigneti, uliveti e boschi di querce

Lungo la Via Francigena

Regione: Toscana
Provincia: Siena

L’antico borgo di San Quirico d’Orcia, cullato da sinuose colline a perdita d’occhio, è un piccolo gioiello medioevale di probabile origine etrusca incastonato in un paesaggio di vigne, ulivi e boschi di querce, territorio celebre per l’armonia delle sue splendide campagne dal sapore incantato e senza tempo.

  • Cenni storici

Pare che l’attuale San Quirico d’Orcia sia la località di Ena citata nel Liber Linteus Zagrabiensis etrusco, il più antico libro dell’Europa occidentale, scritto tra III e II secolo a.C. dalla Confraternita sacerdotale di Ena.

Il borgo era particolarmente importante due punti di vista: per il fatto che si trovava sulla direttrice della via Francigena e in quanto era il punto di raccolta dei mercanti umbro-marchigiani diretti a Firenze e Siena dal famoso Guido Morgante. Inoltre, fu proprio nella campagna sanquirichese che, nel 1155, si svolse l’incontro tra i rappresentanti papali e Federico I per discutere i termini dell’incoronazione di quest’ultimo.

Durante il Rinascimento e l’età moderna, San Quirico d’Orcia fu sede di una marca posta sotto la protezione della famiglia Chigi-Zondadari, di cui tutt’oggi ne rimane un palazzo e un giardino.

Durante la Seconda Guerra Mondiale, invece, i bombardamenti alleati causarono la distruzione di due torri storiche, una posta nel centro degli Horti Leonini e l’atra all’ingresso del paese. Per rallentare l’avanzata, i soldati nazisti minarono le strade e le campagne del territorio comunale. Il fronte ha causato la morte di 43 sanquirichesi.

La storia delle sue terme, invece, si sviluppa attorno alle fonti di Bagno Vignoni, sfruttate da più di due millenni, come testimoniato dai reperti archeologici di epoca etrusca e romana. Numerosi i pellegrini che vi transitavano percorrendo la via Francigena. E anche personaggi illustri quali Santa Caterina da Siena, Papa Pio II e Lorenzo il Magnifico. Nel Corsi del tempo, inoltre, tali sorgenti permisero di alimentare quattro mulini disposti lungo il corso dell’Orcia, complesso trasformato, negli anni ’90, nel Parco dei Mulini.

  • Tipologia di acque

Le acque termali di Bagno Vignoni, le più calde di tutta la Toscana, sgorgano alla temperatura costante di 52 gradi e sono definite come solfato-bicarbonato-alcalino-terrose. Devono le loro preziose proprietà chimiche a un complesso processo di formazione che, nell’arco di diverse decine di anni, vede le acque pluviali protagoniste di un lungo viaggio attraverso la falda di origine vulcanica, a 1000 metri di profondità, circostanza che le permette di assorbire proprio quei preziosi minerali e composti sulfurei che la rendono così speciale.

  • Patologie curate

Bagno Vignoni è luogo termale d’eccezione innanzitutto per coloro che soffrono di problemi di carattere dermatologico e scheletrico (osteoporosi, artrite e reumatismi). Ma è anche è soprattutto indicata per le donne, in quanto le sue acque hanno la particolare prerogativa di drenare la cellulite e a superare numerose affezioni ginecologiche. Inoltre, grazie all’azione dell’alta temperatura, tali sorgenti possiedono anche un intenso effetto rilassante sui muscoli e sulla psiche.

  • Trattamenti disponibili

Le Terme di Bagno Vignoni sono in primis celebri per le piscine termali ove rilassarsi fruendo dell’azione esfoliante delle sue acque, grazie a quel prezioso sedimento solforoso depositato sul fondo e pronto per essere raccolto in una sorta di “fanghi fai-da-te”. Ma se ci si vuole affidare all’esperienza dei professionisti che qui operano, allora sì può scegliere tra una serie innumerevole di trattamenti, quali bagni, fanghi e inalazioni, sauna finlandese, romana e al vapore, bagno turco, massaggi tradizionali, orientali e ayurveda, inalazioni e irrigazioni.

Per chi desidera godere all’aria aperta dei benefici di queste acque, allora potrà recarsi alle terme libere, un vasto specchio d’acqua di forma rettangolare situato ai piedi di una parete calcarea con cascata. Visto che la loro temperatura è alquanto più basso rispetto a quella alla sorgente, risultano ideali per chi non sopporta un calore troppo intenso o soffre di pressione bassa.

  • Da visitare

A parte girovagare per le antiche vive del borgo, amenità che potrebbe anche dilungarsi all’infinito, a San Quirico d’Orcia è altresì possibile visitare la Collegiata dei Santi Quirico e Giulietta, parrocchiale principale ricca di numerose opere d’arte, quali una pala d’altare del ‘400, un affresco cinquecentesco e un organo veneziano con fregi di oro puro.

Nella frazione Vignoni, invece, è presente l’antico castello, quasi disabitato e vecchio di quasi mille anni, già residenza dei Salimbeni e successivamente degli Amerighi, con annessi torre medioevale mozzata, una chiesa romanica e, a lato, il quattrocentesco Palazzo degli Amerighi, in cui, nel XVI secolo, si ordì la congiura contro gli Spagnoli, oppressori di Siena.

Gran parte della cinta muraria del paese risulta ben conservata. Di particolare ricchezza storica, la Porta dei Cappuccini del XIII secolo e ornata con file di piccole mensole in pietra. Nel concentrico, spicca per la sua originale fattura, l’edificio barocco di Palazzo Chigi Zondadari, risalente al XVII secolo e oggi sede degli uffici comunali e di una sala adibita a mostre.

Per gli amanti della natura e del relax, invece, vi è l’ampio giardino all’italiana Horti Leonini, realizzato alla fine del 1500 da Diomede Leoni. Ma anche il suggestivo Parco naturale dei mulini, che raccoglie quattro mulini ad acqua utilizzati fino alla fine degli anni ’50. E, infine, i celebri cipressi, adagiati sulle pendici collinari e visibili lungo il tragitto che porta dal comune verso Siena.

  • Info e contatti

Ufficio turistico:

via Dante Alighieri, 33
+39 0577 899728
ufficioturistico@comune.sanquiricodorcia.si.it
Lun-Dom 10.30-13 e 15.30-18

Sito del Comune:
https://www.comune.sanquiricodorcia.si.it

Sito elle Terme:
https://www.albergoleterme.it